Terzo settore: l’importanza di adeguare statuti e iscrizione alle sezioni regionali

Per saperne di più su come superare queste problematiche abbiamo intervistato il Dottor Gianfranco Luisi, Ceo e Fondatore dell’impresa Concordia, nonché Presidente di Conflavoro Pmi Genova e la Dott.ssa Cherubini Cristina commercialista e giornalista pubblicista e Davide Di Girolamo Consulente del Lavoro dello Studio HLB Italy S.r.l.

Gianfranco Luisi Presidente Conflavoro PMI Genova
e
presidente Concordia I.S. ETS

Con la “Riforma del Terzo Settore”, gli enti non profit sono chiamati a valutare l’iscrizione all’istituendo Registro Unico del Terzo Settore. Oltre alle agevolazioni fiscali, tale riforma ha introdotto specifiche disposizioni sul lavoro. Per “Riforma del Terzo settore” si intende quel complesso di norme che ha lo scopo di regolamentare il no profit e l’impresa sociale. Ad oggi, l’intervento legislativo non è stato ancora completato, in quanto non sono stati emanati tutti gli atti previsti dai decreti legislativi di attuazione della legge delega 106/2016 che definisce il Terzo settore come: “il complesso degli enti privati costituiti con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, senza scopo di lucro, promuovono e realizzano attività d’interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi, in coerenza con le finalità stabilite nei rispettivi statuti o atti costitutivi”.

Inoltre, la mancata iscrizione di un ente non commerciale al Registro, non consentirà di acquisire la qualifica di ETS, precludendo la possibilità di fruire dei vantaggi fiscali derivanti previsti dal nuovo codice del Terzo Settore.

Per saperne di più su come superare queste problematiche abbiamo intervistato il Dottor Gianfranco Luisi, Ceo e Fondatore dell’impresa Concordia, nonché Presidente di Conflavoro Pmi Genova e la Dott.ssa Cherubini Cristina commercialista e giornalista pubblicista e Davide Di Girolamo Consulente del Lavoro dello Studio HLB Italy S.r.l.

In che modo le associazioni potranno essere guidate per adeguarsi alla normativa che sta per entrare in vigore e modificare quelle parti che oggi destano preoccupazione?

Le associazioni hanno chiaramente bisogno di un esperto del settore che abbia ben chiara la panoramica che si è delineata dopo l’entrata in vigore della riforma, in modo che possa loro illustrare quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un eventuale ingresso o meno all’interno del RUNTS. Gli enti dovranno infatti capire se per lo svolgimento della loro attività istituzionale sarà essenziale adeguare i propri statuti ed iscriversi al Registro Unico del terzo settore assumendo così la qualifica di enti del terzo settore oppure se rientrano nelle casistiche per le quali è possibile restare al di fuori della riforma e svolgere la propria attività come meri enti non commerciali.

Inoltre vi sono molte sfumature anche all’interno della riforma stessa, quindi gli enti avranno bisogno di capire anche quale veste assumere tra quelle previste dal legislatore e come impostare le modifiche da apportare al proprio statuto per essere in regola con le nuove normative.

Conflavoro PMI Genova si pone come riferimento alle imprese che fanno parte del terzo settore, e grazie a convenzioni nazionali con professionisti che Conflavoro PMI Genova e a Concordia impresa sociale ETS che ha creato un team unito a sostenere in ogni ambito nel terzo settore”.

Qual’è l’importanza di avere una datoriale come Conflavoro Pmi?

L’importanza principale di far parte di Conflavoro PMI sta nel fatto che i datoriali riconosciuti come Conflavoro PMI posso sedersi ai tavoli regionali nazionali del Mise e del governo per proporre disegni di legge o proporre abrogazioni in ambito di lavoro e politiche sociali e di contrattualistica Nazionale. E’necessario apportare profondi cambiamenti all’interno del sistema legislativo Italiano, che attualmente prevede che le aziende del terzo settore siano equiparate alle aziende private., andando a sovraccaricare di costi del personale insostenibili per le aziende sociali.

Conflavoro PMI hail compito di assistere le imprese del terzo settore per aiutarle nel percorso di trasformazione e prepararle al RUNTS , e con la collaborazione istituzionale con professionisti di primissimo livello in italia.

Conflavoro PMI  garantisce a tutti gli associati assistenza e affiancamento nella vita imprenditoriale, offrendo oltre ai servizi ordinari come accesso al credito, tutela legale, consulenza finanziaria, assistenza e formazione in ambito di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, una vera ed effettiva rappresentanza sindacale a favore dell’intera impresa, prestando un’attenzione particolare alla gestione effettiva dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro, andando a definire livelli di contrattazione a misura dell’Impresa sociale del Terzo settore, chiedendo peraltro un intervento straordinario in termini di modifica degli inquadramenti previdenziali , che ad oggi vanno ad incidere pesantemente sulla gestione economica delle aziende”.

La legge come è formulata oggi dà vita a moltissime problematiche sulle forme contrattuali e non solo. Come bisogna intervenire?

Le lacune legislative sono sicuramente molte ancora oggi, molte delle quali sono dovute alla mancanza di molti decreti attuativi che devono ancora essere emanati dal 2017.

Molte altre problematiche derivano dall’incongruenza e dal disallineamento temporale dell’entrata in vigore della riforma, che crea situazioni di compresenza tra discipline diverse che si incontrano tra vecchia e nuova normativa, pertanto con conflavoro li si può assistere alla transazione o meno al RUNTS

Fortunatamente molte istituzioni si stanno attivando con competenza e professionalità per risolvere questi aspetti sul come adeguarsi alla normativa.

Pertanto Conflavoro PMI e già allo studio contratti collettivi e proposte per sostenere le imprese del terzo settore il terzo settore, come anche finanza agevolata bandi europei e territoriali”.

Qual’è l’importanza di avere un osservatorio sul Terzo Settore?

L’evidente rinnovata attenzione data dal legislatore al terzo settore, sottolineata dalla complessità della riforma che ancora ad oggi non è completamente ben definita, fa sorgere l’esigenza di creare un osservatorio che sappia elaborare risposte concrete atte a risolvere le difficoltà, le lacune e le criticità che dovranno essere analizzate e sanate al fine di poter permettere a tale settore di ben svolgere la propria attività così come previsto dalle normative vigenti, Conflavoro PMI farà parte di questo osservatorio per poter informare dal punto di vista legislativo fiscale e soprattutto in tematiche delle politiche sociali del lavoro e anche la possibilità di certificare gli enti del terzo settore grazie allo schema OLC 2015”.

Concordia e Conflavoro come sono in grado di assistere e formare Onlus, Aps, Eps ed Ets?

Assolutamente mettendo un pool di professionisti che lavorano in sinergia e grazie a conflavoro si potrà aiutarle a difendersi dalle riforme inadeguate in atto quali fiscali legislative… ovvio bisogna essere uniti maggior numero degli associati maggiore potrà essere rappresentativa attorno al tavolo di concertazione per i diritti al lavoro e delle politiche sociali”.

L’applicazione del RUNTS è stata prorogata di un anno, in che modo sarà possibile provvedere per tempo alla regolarizzazione?

L’ulteriore rinvio previsto per il 31 maggio 2022, si allinea perfettamente con la mancata pubblicazione, prevista per lo scorso aprile, del RUNTS. Chiaramente questi continui rinvii creano disallineamenti legislativi e contribuiscono ad alcune forme di lassismo anche tra i professionisti che preferiscono procrastinare l’adeguamento degli statuti delle associazioni da loro assistite causando però confusione ed incertezza con il rischio che poi in prossimità di quella che sarà la reale scadenza molti enti si ritroveranno a fare scelte in corsa contro il tempo pur avendo avuto più di tre anni per impostare una nuova forma alla loro associazione.

Conflavoro Pmi preferisce non procrastinare ma innovare e adeguare le aziende al prossimo mercato che e in continua e rapida evoluzione grazie a anche alla tecnologia e ai partner sia di concordia che di conflavoro Pmi.

La nostra forza numerica è già importante di associati nel settore, ma ci aspettiamo molte adesioni per aumentare la nostra forza ai tavoli maggiormente rappresentativi”.

RIFERIMENTI

CONFLAVORO PMI Genova

Presidente Luisi Gianfranco

VIA CURTATONE 2/2

Genova 16122

genova@conflavoro.it

CONFLAVORO PMI GENOVA – Conflavoro.it

Telefono: 3450014413

fonte : Maurizio Losorgio

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